Thursday, 31 January 2008

Lesbian Isolation / L' Isolamento delle Lesbiche

"Feeling isolated means, not having anyone around or not perceiving who’s around; not identify ourselves with observable experiences; not feeling life’s expressions reaching us and echoing in ourselves. It means also loosing the possibility of interlocution…

So we strategically choose to adjust ourselves to a world where relationships are unfamiliar, isolating from our image the truest part of ourselves. We build an image that is publicly respectable, that doesn’t represent our authenticity, which sometimes compresses or downright contradict it…

Forced in our invisibility, our petitions become mute sufferings…

Rarely challenged, deprived from contact with reality, our dreams risk dying due to malnutrition, not to grow, to remain fixed in an dreamlike time. And this surrealism is already painful. The dream in fact,is not only a dream in itself: we demand that it becomes the world we would like to have a place in …

Just let us remain in the lexical world: how many times yet, not pronouncing a word means stripping the event to which it refers of its true significance? For how long still does pronouncing the word “lesbian” in public will cause embarrassment or astonishment in at least one person present? Is this not a sign of how much is still in vigour “dictatorship”through words? "

Taken from: Delia Vaccarello, Introduction to Principesse Azzurre Vol 2.

"Sentirsi isolate vuol dire non avere nessuno intorno o non vedere chi ci sta intorno, non riconoscerci nelle esperienze visibili, non sentire un'eco di noi nelle espressioni di vita che ci giungono, vuol dire anche smarrire la possibilità di un'interlocuzione...

Allora scegliamo, strategicamente, di adeguarci a un mondo di relazioni estranee, isolando dalla nostra immagine la parte più vera di noi stess. Costriuiamo un'immagine presentabile in pubblico che non riflette la nostra autenticità, che a volte la comprime o addirittura la contraddice....

Costrette all'invisibilità le nostre istanze diventano sofferenza muta...

Raramente messi in gioco, privati del contatto con la realtà, i nostri sogni rischiano di morire per denutrizione, di non crescere, di restare fissi in un tempo irreale. E questa irrealtà è già dolore. Il sogno, infatti, non è solo tale: esigiamo che si sostituisca a un mondo in cui vorremmo un posto per noi....

Restiamo nell'ambito del lessico: in quanti contesti, ancora, non pronunciare una parola vuole dire togliere all'accadimento cui si riferisce il valore di realt? Per quanto tempo ancora dire a voce alta la parola "lesbica" in pubblico creerà almeno in una persona imbarazza e sussulti? E questo non è un segnale di quanto sia in vigore, ancora, il "regime" delle parole?"

Tratto da: Delia Vaccarello, Introduzione a Principesse Azzurre Vol 2.

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