Wednesday, 28 November 2007

I forgive you / Ti perdono

Today I had a session with my kinesiologist. She tried a new technique on me to counter attach my diabetes. A very reveiling technique I must say.
To cut a long story short it seems that at the age of nine I acquired two believes that have influenced me so much, that in the long run procured me diabetes.To annull these believes two sets of affirmations had to be formulated.
The first of the set of affirmations is the following:

I forgive you mum even if I believe that you denied me to be myself.
I forgive you mum even if I still believe that you denied me to be myself.
I forgive you mum even if I'll never stop to believe that you denied me to be myself.

How true. At that age (nine) I started coining my own ideas. Indipendent ideas from my mother's. But as I was very afraid of my mother at the time, I precluded myself from living my own life.
I only succeeded in having it back 22 years later.
That is I lost 22 years of my life living a life which was not my own.
At that age the first physical effect, was a very huge increase in weight (an issue that would be eventually reccurent in my life). So much that my family doctor put me on a strict diet.
The second affirmation is this:

I forgive you dad even if I believe that you denied me your support.
I forgive you dad even if I still believe that you denied me your support.
I forgive you dad even if I'll never stop to believe that you denied me your support.

This belief I acquired from my dad on a particular day in time during that 9th year of my life. We were out for a walk on the cliffs. It was me, my father and a long time family friend.
I enjoyed these Sunday outings with my father. He worked a lot at that time so really I saw him only on Sunday. We used to go for long walks and long rides in the family station wagon.
And it was the only day I felt safe. So safe that I usually would fall asleep in the luggage compartment of the station wagon listening to my father's wedding ring rub against the steering wheel.
That particular day as we reached the cliff's climax I found it hard to overcome the last part. I remember it so clearly. I couldn't reach for the last bit to lift myself on the cliff's plain.I
asked my father help but he refused it. He stayed there watching until finally I did manage it on my own.
When at last I joined him infront of me I had the limitless sea in all its wintery beauty. There was a slight chilly wind, although it was a sunny day. As I looked at this nature's beauty still baffled why my father didn't help me, he knelt near me and with a steady voice said this phrase which would mark my whole life:

"My daughter I didn't help you because you have to learn that in your life the most important decisions you'll always take them on your own."

In that moment in time, all that boundless beauty became an epitome of the infinite loneliness I felt and would reccurently feel in my life.

Oggi ho avuto una seduta con la mia kinesiologa. Ha provato una nuova tecnica per controbilanciare il mio diabete. Si è rilevata una tecnica molto toccante dal punto di vista emozionale.
Per tagliare una lunga storia corta, alla età di nove anni mi sono procurata delle credenze che al lungo andare mi hanno portato al diabete.
Per annullare l'effetto di queste credenze due affermazione dovevano essere formulate. La prima di queste affermazione è questa:


Io ti perdono mamma anche se credo che tu mi hai negato di essere me stessa.
Io ti perdono mamma anche se ancora credo che tu mi hai negato di essere me stessa.
Io ti perdono mamma anche se non smetterò mai di credere che tu mi hai negato di essere me stessa.



Quanto è vera questa affermazione. All'età di nove anni ho cominciato a formulare le mie idea in netto contrasto con quelli di mia madre. Ma visto che avevo una tremenda paura di mia madre mi sono preclusa di vivere la mia vita. Una vita che ho ripreso 22 anni dopo. Cioè mi sono bruciata 22 anni della mia vita, vivendo una vita che non era la mia.



Il primo effetto fisiologico all'epoca fu un aumento smisurato del mio peso (un problema eventualmente ricorrente nella mia vita). L'aumento era tale che il medico di famiglia mi mise a dieta stretta.



L'altra affermazione è:

Ti perdono papa anche se credo che tu mi hai negato il tuo supporto.
Ti perdono papa anche se ancora credo che tu mi hai negato il tuo supporto.
Ti perdono papa anche se non smetterò mai di credere che tu mi hai negato il tuo supporto.



Questa credenza lo assimilata da mio padre in un giorno particolare in quel nono anno della mia vita. Quel giorno li stavamo facendo una passeggiata sulle scogliere. Eravamo io, mio padre e un amico di lunga data della mia famiglia.



Amavo quelle uscite con mio padre. All'epoca lavorava tanto. Lo vedevo solo di domenica e in quei giorni andavamo per lunghe passeggiate all'aria aperta e nella station wagon di famiglia. Era l'unica giornata in cui mi sentivo al sicuro. Cosi al sicura che mi addormentavo nello scompartimento valige della macchina cullata dal rumore che faceva l'anello di nozze di mio padre strusciando sul volante.



In quella particolare giornata ho trovato difficoltoso fare l'ultimo traguarda che mi portava in cima alla scogliere. Me lo ricordo perfettamente. Non riuscivo ad ergermi per arrivare sul piano.



Chiesi a mio padre aiuto ma lui rifiuto. Rimase li ha guardare finché alla fine me la sono cavata da sola.



Quando alla fine lo raggiunsi in vetta di fronte a me trovai un mare senza limiti adornato dalla sua bellezza invernale. C'era un venticello freddo anche se la giornata splendeva di sole.

Guardavo questa bellezza incontaminata, pur ancora confusa per il comportamento di mio padre, quando lui si china vicino a me e con una voce ferma mi disse:



"Figlia mio non ti ho aiutata a salire perché devi imparare che nella vita ti troverai sempre a prendere le decisioni importanti da sola".



In quel preciso momento della mia vita ho sentito trasformarsi quella bellezza senza confini in una metafora di tutta la solitudine infinita che ho sentito e che avrei ricorsivamente sentito in tutta la mia vita.

1 comment:

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