Thursday, 3 July 2008

My answer to Alessandro and Matt / La mia riposta ad Alessandro e Matt

In this Post I would like to answer to the comments posted by Alessandro and Matt on my previous post on how I would like to see a Gay Pride. Alessandro and Matt are not in favour of my having for this year a “sober” gay pride.
I do know why Gay Pride is celebrated and I do know the accident that eventually prompted the celebrations. I do know however that if you would like to communicate with someone you first have to understand the key that will eventually let you in for successful communication.
Italy is going through a very homophobic period and I thought that it was inadequate having a Gay Pride that seemed more like a carnival because eventually all the Italian mass media will show only that part of the pride.
And since this time I was present at the Rome Gay Pride I can assure you that there were thousands of people dressed in everyday clothing; heterosexual and homosexual couples that like me for the very first time they held hands in public, etero and homosexual parents with their respective children, disabled persons, people from all classes and ethnic groups who gave us support all the way through.
But of all this nothing was shown on the Italian mass media.
So according to me the best thing to do so to avoid any kind of mass media distortion would be, if only for this time, the burlesque aspect of the Gay pride is left apart. If there is nothing burlesque to shoot or report than the mass media is obliged to show what is really happening….persons like you and me who live their own life but who in the current state of things in Italy they are considered worst than illegal immigrants.

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In questo Post voglio rispondere alle domande poste da Alessandro e Matt sul mio post precedente su come vorrei il Gay Pride.
So per cosa viene festeggiato il Gay Pride e da quale incidente in particolare è partito il tutto. So anche che se uno vuole farsi capire da qualcuno deve carpire la chiave di accesso e utilizzarla per formare un ponte di comunicazione.
In questo momento mi è sembrato inadeguato fare del Gay Pride un carnevale per la semplice ragione che sul telegiornale come si è poi visto solo i carri e i travestiti sono stati ripresi.
E visto che li questa volta c’ero anche io, ti assicuro che c’erano migliaia di persone in vesti di tutti giorni, coppie etero e omo che come me per la prima volta in pubblico si tenevano per mano, genitori etero e omo con i loro rispettivi figli, persone disabili che ci sostenevano lungo il tragitto, persone di tutti i ceti sociali e etnie diverse.
Ma di tutto ciò i mass media non ha fatto vedere niente.
Se per questa volta si lasciava da parte diciamo l’aspetto più burlesco del Gay Pride per evitare strumentalizzazioni varie secondo me sarebbe stato meglio. Se non c’era niente di burlesco i mass media erano costretti per forza di cose fare vedere quello che c’era veramente….gente come te e me che vivono tranquillamente la loro vita ma che per lo stato attuale sono considerati peggio degli emigrati clandestini.

9 comments:

Oscaruzzo said...

Beh, questo per la verita` e` stato il pride piu` "sobrio" a cui abbia partecipato, e i giornali cosa hanno fatto vedere? Praticamente nulla. Un trafiletto di trenta parole su Repubblica. Bello invece l'articolo su La Stampa (ma e` a pagina 15), con una bella foto con gente sorridente...

Acquafortis said...

Di Bologna non c'ero ma di Roma hanno solo fatto vedere i carri e la gente svestita.

Pietro said...

Scusami, ma se io fossi un/a trans che di lavoro fa spettacoli con piume di struzzo e lustrini, al pride, secondo te, come mi dovrei vestire? La mia divisa da lavoro è "una carnevalata"? ... beh io ritengo offensivo il tuo post, offensivo per tutti coloro che, secondo te, visto che non lavorano in giacca e cravatta, visto che la loro normalità è fatta di piume di struzzo e lustrini, si dovrebbero "travestire" da bravi ragazzi/e per manifestare il proprio orgoglio! Mi sa tanto di PERBENISMO! E il perbenismo mi fa orrore!

Permaledro

Anonymous said...

Se io fossi un/a trans, che vive di spettacoli, che si veste con abiti di scena, pallettes, lustrini e piume di struzzo, mi sentirei profondamente offeso/a dal tuo post. Io, al pride, in piume di struzzo, rappresento la mia normalità. Se mi mettessi in giacca e cravatta, darei manforte al PERBENISMO imperante delle tue affermazioni. E permettimi di dire che il perbenismo fa male soprattutto a noi GLBT.

Permaledro

Andrea said...

Affermazioni in linea di principio condivisibili cara! Ma c'è un "ma" grosso come una casa in quello che dici.
Sei stata al Pride di Roma e hai potuto vedere da sola quante "piume e lustrini" c'erano. Poi hai potuto vedere le foto sui media. Già da questo puoi facilmente trarre la conclusione che se tutti fossero stati sobri (cosa che per altro è avvenuta!) i giornali avrebbero trovato quell'unico "eccesso" per fotografarlo e riprodurlo.
Quest'anno a Roma c'erano veramente pochissimi eccessi e i giornali hanno fatto vedere proprio solo quelli. Qualcuno, a cui sono sembrati troppo pochi, ha addirittura pubblicato foto di pride di anni precedenti o di altre città. Il tutto per dare la solita idea di Pride carnevalesco e eccessivo.
La soluzione non è "normalizzare" il Pride secondo voleri altrui (che per altro nemmeno ci sono) ma spiegare cosa e come sia il pride e dimostrarlo. Finchè non cambierà la logica della pubblicazione delle immagini del Pride non cambieranno nemmeno i servizi giornalistici, inutile pensare alla giacca e alla cravatta.
Quanto dice Pietro è assolutamente condivisibile e, a mio avviso, va esteso: se tu fossi una trans, anche non facendo spettacoli per vivere, andresti vestita "normalmente" al Pride giusto? E quanto pensi che risulterebbe normale un "uomo" vestito da donna con una 6° di reggiseno?
I/le trans sono parte integrante del Pride e della comunità GLBT e anche se volessero sfilare tutti/e in "giacca e crevatta" resterebbero, giustamente, trans. Questo basterebbe per il pruriginoso intento dei giornalisti e dei media.
Ripeto: hai visto anche tu come e quanto il Pride di Roma fosse "sobrio". Eppure i giornali hanno ripreso quelle 10 persone (contate!) che erano sopra le righe.
Non siamo noi a dover cambiare ma loro.
Se vogliamo cambiare e dare altri segnali, anche4 fossero borghesi e perbenisti, dobbiamo farlo in altri luoghi e altre manifestazioni. Non dobbiamo, per accontentare qualcuno che comunque ci attaccherebbe, cambiare il Gay Pride che è la manifestazione più importante ma mettere in atto anche altre manifestazioni, magari anche più "serie" e "monigerate".

Con amicizia
Andrea

Andrea said...

Affermazioni in linea di principio condivisibili cara! Ma c'è un "ma" grosso come una casa in quello che dici.
Sei stata al Pride di Roma e hai potuto vedere da sola quante "piume e lustrini" c'erano. Poi hai potuto vedere le foto sui media. Già da questo puoi facilmente trarre la conclusione che se tutti fossero stati sobri (cosa che per altro è avvenuta!) i giornali avrebbero trovato quell'unico "eccesso" per fotografarlo e riprodurlo.
Quest'anno a Roma c'erano veramente pochissimi eccessi e i giornali hanno fatto vedere proprio solo quelli. Qualcuno, a cui sono sembrati troppo pochi, ha addirittura pubblicato foto di pride di anni precedenti o di altre città. Il tutto per dare la solita idea di Pride carnevalesco e eccessivo.
La soluzione non è "normalizzare" il Pride secondo voleri altrui (che per altro nemmeno ci sono) ma spiegare cosa e come sia il pride e dimostrarlo. Finchè non cambierà la logica della pubblicazione delle immagini del Pride non cambieranno nemmeno i servizi giornalistici, inutile pensare alla giacca e alla cravatta.
Quanto dice Pietro è assolutamente condivisibile e, a mio avviso, va esteso: se tu fossi una trans, anche non facendo spettacoli per vivere, andresti vestita "normalmente" al Pride giusto? E quanto pensi che risulterebbe normale un "uomo" vestito da donna con una 6° di reggiseno?
I/le trans sono parte integrante del Pride e della comunità GLBT e anche se volessero sfilare tutti/e in "giacca e crevatta" resterebbero, giustamente, trans. Questo basterebbe per il pruriginoso intento dei giornalisti e dei media.
Ripeto: hai visto anche tu come e quanto il Pride di Roma fosse "sobrio". Eppure i giornali hanno ripreso quelle 10 persone (contate!) che erano sopra le righe.
Non siamo noi a dover cambiare ma loro.
Se vogliamo cambiare e dare altri segnali, anche4 fossero borghesi e perbenisti, dobbiamo farlo in altri luoghi e altre manifestazioni. Non dobbiamo, per accontentare qualcuno che comunque ci attaccherebbe, cambiare il Gay Pride che è la manifestazione più importante ma mettere in atto anche altre manifestazioni, magari anche più "serie" e "monigerate".

Con amicizia
Andrea

Zorba said...

Ho visto che il tuo post è stato molto dibattuto... non ho purtroppo termini di paragone.. non sono mai stato a un pride

Queen said...

Condivido quello che hai scritto e me lo auguro ad ogni Pride che si tiene nel nostro Paese proprio perchè conosco bene i nostri media; ma allora la domanda è noi che media abbiamo? Non che Pride si fa, perchè ci rientrano piume e lustrini, non sono un enorme danno. Abbiamo dei media che per audience e copie vendute, per blandire il potere mostra a noi tutti quello che vogliamo e conviene loro, poichè chi si soffermerebbe sulla foto di un pò pingue signore gay, tutto incravattato o su quella di una lesbica tranquilla che se ne torna dal supermercato con le borse della spesa. Ci si trattiene su un trans piume e lustrini divertente e ambiguo per poter concludere: ma sì tutti sporcaccioni perversi, vuoi concedergli diritti da cittadino uguale come cita la nostra Costituzione? In perfetta sintonia col clima sociale e politico del nostro Paese in questo momento. Via anche loro, dopo gli immigrati e tutte le minoranze possibili, su tutte le testate dei 32 giornali italiani - alcuni primi nelle tirature - che prendono sovvenzionamenti pubblici.

renudo1967 said...

sotto molti aspetti concordo con quello che scrivi, anche nei commenti lasciati ci sono spunti sui quali al solito si dovrebbe riflettere, non fosse altro perchè rappresentano diversi punti di vista compreso quello sul vestirsi di paillettes e piume di struzzo. ma si dovrebbe avere la costanza morale, e non solo, di andare in giro ogni giorno e ad ogni ora in quel modo così come fanno le migliaia di persone che vestono in jeans o in giacca e cravatta. essere diversi nella diversità è difficile, ma appunto per questo si deve avere la costanza di difendere le proprie idee ogni giorno. come gay mi sento offeso dalla indifferenza e dalla curiosa morbosità a cui si sottopone ogni Pride, compreso quest'ultimo che si è tenuto nella città in cui vivo ed è per questo che preferisco il "mio" Pride quotidiano.
ho amicizie trans, lesbiche, gay ed anche etero; non sono loro a ghettizzare noi, a volte è il contrario ed è una forma di difesa. sappiamo come vanno queste cose e sappiamo anch che verranno tempi migliori, prima o poi....