Sunday, 16 March 2008

Here in this place in time called present / Qui in questo luogo nel tempo chiamato presente

Dawn is breaking.

What a peaceful sensation waking up with the light filtering through the curtains and the birds twittering their way through the trees.

No human activity, no shouts and yells, just a car now and then travelling smoothly on the seafront. The sea seems back to its usual sluggish up and down motion. Streets lights just turned off. Crows keep cawing at each other from antenna tops.

I fear to breath lest I disturb this vibrant silence I feel surrounded with, where every noise seems to finally rest.

And before life’s hustle carries me away I just want to sit and think and write.

Here in this place in time called present, is the only true instance I really have. This is where my being is, where my decisions are made.

How difficult it is to remain anchored in the present and let go.

Let go of the past. It has served its purpose, bringing me here where I am, to live my life. No need to hold it tight. It will only end up drowning my essence, impeding my growth.

Let go of all shackles. Sever all strings, soar above, feel the wind and ride the wave. Having faith that whatever happens I have the insight to wisely come to a decision.

Let go of my constant want to control. To be in command of all things, situations and persons. A hereditary scheme of life that I’ve been taught since childhood but to which I’m fervently trying to unlearn.

I let go of all….to have the power to be with myself, because it is to me that I own my life.
So now I decide to live this day with joy, with avidity. To live in this country, in this house and to be with my loved one.

I choose freedom because whatever happens I have me.
I choose to live my life, today for today…

Tomorrow …..well is another day!




L’alba.

Che sensazione pacata svegliarsi con la luce che filtra attraverso le tende e gli uccelli che cinguettando saltano da un albero all’altro.

Nessuna attività umana, niente grida o strilli, solo una macchina che ogni tanto scorre libera sul lungomare. Il mare sembra essere tornato al suo lento divagare. L’illuminazione stradale si è appena spenta. I corvi gracchiano da sopra le antenne.

Ho paura di respirare, temendo di disturbare questo silenzio vibrante che mi circonda, dove ogni rumore sembra trovare riposo.

E prima che l’andamento frenetico della vita mi porti via voglio sedermi, pensare e scrivere.
Qui in questo luogo nel tempo chiamato presente è l’unico momento che veramente ho. Qui è dove risiede la mia esistenza, dove le miei decisioni sono prese.

Quanto è difficile rimanere ancorati al presente e lasciare andare.

Lasciare andare il passato. Ha adempito al suo compito portandomi qui, ora, dove è il mio io e la mia vita. Non c’è nessuno bisogno di tenerselo stretto. Finirà per annegare la mia essenza, impedendo la mia crescita.

Lasciare andare ogni pezzo di legame. Tagliare ogni stringa, planare su, sentire il vento e cavalcare l’onda. Avere fede che qualsiasi cosa succede avrò il discernimento necessario per arrivare saggiamente ad una decisione.

Lasciare andare alla mia costante voglia di controllare. Di essere in comando di tutto e di tutti. Uno schema di vita ereditario che mi hanno insegnato fin da piccola, ma che sto provando in tutti i modi di disimparare.

Lascio andare tutto…per avere la forza di essere con me stessa perché è a me, che devo la mia vita.

Decido ora, allora, di vivere questa vita con gioia, con avidità. Di vivere in questo paese, in questa casa e con la mia amata.

Scelgo la libertà perché qualsiasi cosa succede io ho me stessa.

Scelgo di vivere la mia vita, oggi per oggi….

Domani….beh è un altro giorno!

3 comments:

Zorba said...

E l'importante è avere il coraggio di spiegare le ali e dedicarsi al volo.. Un abbraccio.

Acquafortis said...

Grazie...un abbraccio anche a te.

Anonymous said...

Vero. Poichè l'unica vera ricchezza è ciò che possiamo portare con noi sempre, anche in altre dimensioni. E' il poter essere liberamente se stessi. Forse la vera strada da fare è più riuscire ad accettare il fatto di poter cambiare. Forse il più grosso legame, limitante, è quello dell'idea che si ha di se stessi, dimenticando ciò che si è realmente... Grazie per avermi dato degli spunti di riflessione. Grazie perchè condividi con me il mio presente.
Gael