Saturday, 16 February 2008

Women's Right to self-detemination / Il diritto delle donne per l' autodeterminazione

For ages women were used only as a procreation vessel with no other rights but to give birth and take care of children, precluding them from any other activity, career or responsibility.
In such situation women had no rights pertaining to free human beings. In this case, freedom to manage her own body, decide how, when and if to conceive and give birth.
In today’s battle to defend the right to have a possibility to choose, we often forget who makes it possible for a foetus to be born. In this conflict, importance is focused on the foetus and not on the woman who made everything possible.
I think that no woman eventually decides to perform an abortion light heartedly. There are a million painful reasons why an abortion is done, reasons which we can’t even remotely imagine if we haven’t lived through this dramatic situation.
Its really appalling to hear men who in theory are cultured representatives of their species, decide on others’ life, especially on women’s body which becomes again for the umpteenth time only a birthing vessel.
It angers me the fact that medical staff should be obliged to reanimate a foetus without its mother’s consent. Thus going against directives given by all international health authorities not to reanimate foetus under 23 weeks of gestation for obvious reasons, not only of the eventual survival of the foetus but also for the life quality that the foetus is being offered.
We quickly forget how many families are struck by immeasurable pain, watching grow their not self-sufficient children in a society where specific specialised care is not assured. We wrestle to give life when the quality of the life given is not guaranteed.
Life, how it is managed, taken care of and the treatments one decides to undergo (in this case abortion or the morning-after pill) should be a right given to all. Choice should be individually taken. In this case every single woman will decide according to her own believes and priorities.
The right to conscientious objection by various health professionals (a profession I proudly belong to), can’t be used to forcedly implement a certain code of ethics of a particular group on an individual. The right to conscientiously object has to be balanced by the right to decide on self-determination.
It’s outrageous that in Italy thorough sexual education without taboo and prejudices is still an unreachable goal. Only through sexual education and the freedom to express one’s own sexuality with profound awareness that in the future we shall have a society that will respect every single individual for who he/she is than for what he/she will eventually give to the society.

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La donna è stata per millenni associata alla creazione di altri essere umani. E per secoli il suo status quo nella società era solo dovuto alla sua funzione di procreare e di accudire la prole. Altre mansioni la donna non poteva avere.
Questo ha fatto si che alla donna non gli venisse concesso il diritto di un essere umano libero. In questo caso libera di gestire il suo corpo, di decidere come, quando e se concepire e partorire.
Nella odierna battaglia sulla difesa di questo diritto per avere la possibilità di scegliere, ci si dimentica spesso che chi permette al nuovo feto di nascere è la donna. In questo scontro si pone l’importanza sul feto più che su chi lo porta in grembo.
Credo che qualsiasi donna che giunge alla decisione di abortire un feto che porta in ventre non lo faccia a cuor leggero. Dietro a questa decisione ci saranno motivi dolorosi che chi non ha avuto esperienza non può neanche immaginare.
Mi fa ribrezzo vedere uomini in teoria colti, decidere sulla vita altrui, sul corpo della donna che diventa di nuovo solo un tramite per partorire.
Mi fa arrabbiare il fatto che si vuole per forza proseguire alla rianimazione di un feto senza il consenso della donna che l’ha portato in grembo. Contro qualsiasi raccomandazione di comitati internazionali della salute, che sconsigliano vivamente la rianimazione di feti sotto le 23 settimane di gestazione per motivi palesi non solo di eventuale sopravivenza del feto ma anche di qualità della vita che può avere quel feto.
Ci si dimentica quante famiglie sono distrutte dal dolore, nel vedere i propri figli non autosufficienti, in una società che non provvede a dare il giusto sostegno per problematiche di questo genere. Ci si accanisce per dare la vita quando la qualità della vita non può essere assicurata.
La vita, il come viene gestita e che trattamenti posso essere usufruiti (tipo in questo caso l’aborto o la pillola del giorno dopo) deve essere un diritto di tutti. La scelta deve essere lasciata all’individuo, in questo caso la donna, che deciderà secondo le sue credenze e priorità.
Il diritto di obiezione di coscienza da parte dei vari professionisti della salute (categoria della quale orgogliosamente faccio parte), non può essere utilizzato per forzare e imporre una credenza di un gruppo su un individuo. Il diritto di obiettare deve essere bilanciato dal diritto di autodeterminazione dell’individuo.
Mi indigna che una vera educazione sessuale senza tabù e senza pregiudizi in Italia è ancora una chimera. Solo attraverso l’educazione sessuale e la libertà di esprimere la propria sessualità con consapevolezza, si formerà una società che rispetterà ogni singolo individuo per quello che è e non per quello che da.

4 comments:

Zorba said...

Dolce Acqua, non posso non darti ragione... tutto ciò.. è totalmente fuori logica. Ancora nel 2008 si fanno le moratorie per l'aborto? e poi? Aboliremo il divorzio e ripristineremo l'infibulazione?

Acquafortis said...

Meno male che ci sei tu che mi lasci un commento quando scrivo qualche cosa di serio.
Grazie

Zorba said...

Meno male che ci sei tu, direi io, a scrivere qualcosa di serio. Sono con te.

Acquafortis said...

Zorba, che dire....grazie